Le osservazioni al PUC del comitato Voglio la Gavoglio

28.06.2012

Il Puc del Comune di Genova adottato il 7 novembre 2011 prevedeva un aumento delle aree agibili e quindi edificabili al 130% del costruito esistente dentro l’ex caserma, nonostante la crisi del comparto dell’edilizia

Per ripercorrere le tappe del processo di “valorizzazione” delle ex strutture militari, nel maggio del 2007, Regione Liguria, Agenzia del Demanio e Comune di Genova hanno firmato un protocollo d’intesa per la trasformazione e il recupero dell’ex sito militare, come previsto dai Puv, Programmi unitari di valorizzazione, finalizzati a valorizzare, appunto, il patrimonio immobiliare pubblico. Poi nel marzo 2008 la giunta comunale di Genova ha approvato le linee di indirizzo generale sulla riqualificazione, infine nel 2009 Agenzia del Demanio e Regione Liguria hanno firmato l’intesa con cui si sono impegnate a dare immediata attuazione al programma di riqualificazione degli immobili militari dimessi, circa una trentina in Liguria.

Le richieste di modifica vertevano su alcuni aspetti, così sintetizzabili:

  • Previsione di maggiori dotazioni di verde pubblico e di nuovi impianti sportivi e la realizzazione di parcheggi solo interrati con sistemazione di copertura a verde integrata con il contesto.
  • Consentire la sola realizzazione di costruzioni interrate e/o ter- razzate coperte di verde pensile in luogo delle attuali volume- trie (capannoni), in modo che l’area possa essere prevalente- mente destinata a spazi verdi da adibire ad uso pubblico.
  • Prevedere che i parcheggi possano essere realizzati solo in in- terrato con copertura sistemata a verde da destinare prevalen- temente a giardini pubblici o ad attrezzature sportive per il quartiere. Le volumetrie devono poter essere recuperate in in- terrato per eliminare i capannoni e tutti i volumi fuori terra non tutelati dalla Soprintendenza.
  • Limitare gli interventi di ristrutturazione ai soli edifici storici del quadrilatero su via Lagaccio, eliminare i capannoni e gli edifici restanti e dare spazio a strutture di servizio e parcheggi in pre- valenza interrati.
  • Destinare una porzione prevalente della superficie del distretto a verde, come previsto dal PUC 2000, e di utilizzare l’area per migliorare il sistema infrastrutturale, veicolare e pedonale, del quartiere (ad esempio creando un collegamento viario fra via Ventotene e via Napoli o collegamenti pedonali con passerelle pensili).
  • Limitazione (fino anche allo zero) delle nuove volumetrie con- sentite e contestuale aumento del verde.
  • Non prevedere nuova residenza, limitandosi eventualmente al recupero degli edifici tutelati) e usare gli spazi liberi recuperati per uso pubblico prevalentemente come aree verdi con servizi.
    Inserire servizi che non siano attrattori di nuovo traffico, e ri- spondano piuttosto alle esigenze del quartiere.
  • Aumentare la superficie permeabile.
  • Prevedere un percorso pedonale/ciclabile che raggiunga i campi sportivi del Lagaccio e il parco del Peralto e delle Mura